Maestro Jimmy Caminada

Il Maestro Jimmy Caminada incomincia giovanissimo la pratica delle arti marziali. All'età di 9 anni inizia con lo Judo. A 14 anni, presso la palestra Judo Budo Club Lugano, inizia in seguito la pratica dell'Aikido, del Kendo e del Kobudo (lo studio delle arti marziali giapponesi).

Il famoso Maestro  Toyo Calvi, uno dei massimi esponenti di queste arti, guida l'allora allievo Jimmy in queste discipline, portandolo a ottimi risultati, anche in campo nazionale.

All'età di 20 anni, Caminada, inizia la pratica delle arti marziali cinesi guidato dal Maestro Gianni Logan e dall'istruttore Mario Fistarol. Visto il profondo interessamento provocato dal Kung Fu, nel 1981, Caminada si reca ad Hong Kong per gli studi specifici di questa disciplina.

Questi studi continuano tuttora, con stages sia ad Hong Kong sia a Bangkok. Proprio in Thailandia sotto la guida del Maestro Blu (responsabile delle arti marziali cinesi per questo Paese), Caminada viene iniziato alla pratica della Boxe Thai, sport nazionale ed ormai famoso grazie ad una serie di films.

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Nel 1986, in collaborazione con l'istruttore Gianni Groppelli e Mario Fistarol, nasce l'Associazione Svizzera CHOI LEI FAT KUNG FU.

Nel 1988 Caminada fonda una propria scuola, la WKIJC.

Nel 1992, costituisce la prima scuola in Ticino di Boxe Thailandese, in collaborazione con il Maestro Thanasit Khamuath.

Da più di 20 anni l'istruttore Caminada pratica le arti marziali. Specializzato nella difesa personale ha frequentato numerosi corsi di formazione sia in Europa che in Oriente, collaborando, sia in Thailandia che in Svizzera, all'istruzione delle Forze dell'Ordine.

Gli stili di Kung Fu attualmente praticati sono: il CHOI LEI FAT, il PAK SIU LAM, il WUSHU, e alcuni stili del sud e del nord della Cina.

La scuola di Kung Fu è iscritta all'Associazione Svizzera delle Arti Marziali Cinesi di cui ne è il vice presidente.

Caminada ha il privilegio di ricevere gl'insegnamenti  del mitico Maestro Yodtong Senanan, massimo esponente della disciplina Thai Boxe. La sezione internazionale svizzera di Thai Boxe, che fa capo a Caminada, è direttamente associata alla scuola del Maestro Yodtong.

 

 

 


 

 

In queste 2 immagini il momento più importante della cerimonia nella quale Caminada diviene Maestro

 

Caminada si è reca nei campi d'allenamento in Thailandia, presso il Maestro Yodtong Senanan, la prima volta nel 1993. Vi è ritornato nell'agosto 1994, 1995, 1996, nel gennaio del 1999 e ad agosto del 2000, per ulteriori aggiornamenti, portando di volta in volta, con se vari istruttori, anche di altre palestre.

Il Maestro Caminada in compagnia del famosissimo Ramon Dekker.

 

Abbiamo il piacere di ospitare in questa pagina, l'intervista apparsa su IPA Revue (la della Polizia Svizzera) nel marzo del 1999 a firma di Giuliano Meschiari, che ringraziamo per la concessione di farla apparire anche sul nostro giornalino, andato in stampa all'inizio del 2000.

 

Una vita per le arti marziali, una vita con le arti marziali.

 

Negli anni ’70 imperversavano nelle sale cinematografiche i film sulle arti marziali; chi non ricorda il mitico Bruce Lee che tanto ha stuzzicato in molti giovani la fantasia e la curiosità. Poi piano piano la tempesta si è affievolita e la pratica di queste tecniche di combattimento è continuata nell’ombra delle varie palestre. In questi ultimi anni però, vuoi per un accresciuto desiderio di protezione, vuoi per una riscoperta dei riti e delle tecniche orientali di rilassamento e d’autocontrollo, abbiamo assistito, stiamo assistendo ad un nuovo boom, subito accalappiato dal cinema che quindi ci ha proposto nuovi eroi abilissimi nelle arti marziali.

Così, una mattina quasi per caso, mi sono ritrovato a Sigirino, a fare una chiacchierata con il nostro amico IPA Jimmy Caminada, classe 1957 che alle arti marziali vi si dedica da una vita.

 

Sposato da 17 anni con Sunisa, una cittadina tailandese, ha due figli, Ben di 15 anni e Ken di 8. Entrato a far parte della polizia comunale di Paradiso nel 1984, la lascia nel 1989 per il servizio di sicurezza di una grande banca. Un’esperienza che termina nel 1997 quando torna nuovamente nella polizia comunale di Paradiso.

Una tazza di tè, una visita nel curatissimo giardino di casa, e via con le domande.

 

IPA Revue: come ti è nato l’interesse per le arti marziali?

Avevo più o meno 9 anni e mi ero appassionato ai racconti di un amico di famiglia francese che, di tanto in tanto, veniva a Sigirino a trovare amici e parenti.

Ho così iniziato a legger libri sul tema ed a guardarmi e riguardarmi dei filmati in bianco e nero. Come se non bastasse copiavo da mio fratello Evaristo, che ha 5 anni più di me, e che già frequentava una palestra di Judo.

Giocando alla lotta con gli amici, cercavo poi di mettere in pratica quanto vedevo. Ho quindi iniziato a bazzicare una palestra vera e propria, quella dello Judo e Budo Club di Lugano ove, a 14 anni, conosco Toyo Calvi, un incontro che ha significato molto per me. E’ lui che, forte della sua incredibile padronanza di queste arti, mi avvicina e guida nell’apprendimento dell’Aikido, del Kendo e del Budo, in altre parole le diverse arti marziali giapponesi. Mi ricordo ancora le trasferte a Lugano con un amico pure lui appassionato, 4 - 5 volte la settimana e spesso anche di domenica, per seguire le lezioni del maestro Calvi.

 

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IPA Revue: Aikido e Kendo, ma che differenze hanno fra di loro?

L’Aikido, definito anche la via dell’energia e l’arte non violenta, è una tecnica di difesa giapponese a mani nude, basata sulla sfera dinamica del movimento, sulla respirazione, sulle proiezioni, le leve e le schivate. Ciò che si sa di sicuro è che deriva dal Thai Ci cinese, mentre sulla sua nascita molto si è romanzato. Una fra le tante leggende racconta di come il gran maestro giapponese Yoshiba, fondatore dell’Aikido, si fosse perso durante un viaggio in Cina e fosse entrato in contatto con monaci cinesi dai quali apprese l’arte della difesa a mani nude dai predoni, e le tecniche interiori.

Il Kendo invece è la scherma sportiva giapponese. Vengono utilizzate spade in canna di bambù e gli atleti indossano la tipica corazza giapponese per proteggersi dai colpi.

Poi, a vent’anni, mi avvicino alle tecniche cinesi. A quel tempo avevo conosciuto il Maestro Gianni Logan e l’istruttore Mario Fistarol e con loro ho iniziato l’apprendimento del Kung Fu. E’ una tecnica di combattimento che mi ha affascinato da subito, e da allora ho trascorso ogni momento libero ad allenarmi.

Nel 1981 iniziano le mie prime esperienze all’estero; alterno il lavoro (facevo l’elettricista) con viaggi di studio dapprima nelle Filippine, poi a Hong Kong ed infine in Tailandia, sempre alla ricerca di scuole di Kung Fu.

 

 

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IPA Revue: ci avevi accennato anche ad una tua partecipazione ad un film.

E’ vero. Mi trovavo a Hong Kong e mi ricordo ancora bene, era di sabato, il 24 gennaio del 1981, e stavamo facendo i preparativi per l’inizio dell’anno cinese che cadeva il 5 febbraio. Sarebbe stato l’anno del gallo che tra l’altro è il mio segno cinese, impossibile dimenticarmene. A quel tempo frequentavo la scuola di Kung Fu del Maestro Chiu Chi Ling. Sovente i suoi allievi venivano ingaggiati per girare scene di combattimento nei film di Kung Fu che a quel tempo, grazie anche a Bruce Lee, erano molto famosi e quindi ne venivano girati moltissimi. Così mi hanno ingaggiato facendomi interpretare la storia di un allievo straniero che viveva a Hong Kong.

Mi ricordo ancora delle scene di combattimento che venivano girate per la strada, sotto gli occhi divertiti dei passanti. Pensandoci ora mi vien da sorridere, ma allora fu un’esperienza veramente interessante.

 

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IPA Revue: tu hai un legame molto forte con la Tailandia.

Si, questo paese rappresenta molto per me, ho una moglie tailandese, assieme ai miei figli sono diventato buddista e ci vado non appena possibile. Faccio parte della Società Internazionale Wu Shu tailandese.

E’ in questo paese che ho avuto i primi contatti con la Thai Boxe. Capitava di fare piccoli incontri d’allenamento con amici e parenti di mia moglie, e regolarmente le prendevo. Mi sono così reso conto che questa tecnica, loro sport nazionale, è effettivamente di un livello superiore ad altre forme di combattimento.

 

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La Muay Thai, o Boxe Tailandese, può essere definita a ragione l’arte marziale del 2000; inarrestabile e spettacolare, ha vissuto negli ultimi anni un enorme aumento di popolarità grazie alla sua particolare potenza ed efficacia.

In realtà è una disciplina d’origini antichissime, le prime testimonianze risalgono a più di 2000 anni or sono, quando veniva praticata nel misterioso regno del Siam.

E’ un’arte marziale e un metodo d’autodifesa, di combattimento, in cui nessuna parte del corpo resta inattiva. Forza fisica, di volontà, intelligenza e coraggio sono le qualità necessarie che ogni praticante deve possedere. I combattenti possono tirare calci, pugni, gomitate, effettuare delle prese. Insomma un combattimento utilizzando le armi di cui gli esseri umani sono dotati “naturalmente”.

Al momento continuo gli studi in Tailandia, sotto la direzione del Maestro Yodtong Senanan, uno dei più famosi combattenti tailandesi con più di 16 palestre sparse per il paese. E’ il primo Maestro ad aver ricevuto il riconoscimento sportivo di Thai Boxe direttamente dall’Imperatore.

 

IPA Revue: ci raccontavi di aver anche partecipato a campi d’allenamento con i nostri colleghi tailandesi.

E’ vero. E’ iniziato tutto nel 1984. Bisogna sapere che in Tailandia vi è un solo corpo di polizia ed un’unica scuola nazionale. Gli allievi seguono un vero e proprio apprendistato della durata di 4 anni. Grazie al Maestro Blu, responsabile a livello nazionale delle arti marziali cinesi in Tailandia, mi sono perfezionato nelle tecniche d’autodifesa e uso delle armi bianche come bastoni, tonfa, spade, lance e coltelli. Il Maestro Blu, che dirige l’istruzione alle tecniche d’autodifesa presso l’Accademia di Polizia, durante i corsi d’insegnamento mi prendeva con se come suo assistente e così sono stato l’unico Falang, che significa non asiatico, a collaborare all’istruzione dei futuri colleghi di Polizia.

Ancora oggi mi capita di incontrare agenti di polizia che sono stati miei allievi.

 

 

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IPA Revue: dicevi di esserti avvicinato anche alle arti interiori.

Effettivamente ho studiato anche il Taijiquan (o Tai Chi Chuan come viene talvolta indicato in Europa) il Chi Kung e la medicina naturale cinese, l’agopressione e la digipressione, da cui deriva lo Shiatsu ed il massaggio terapeutico, sia esso cinese sia tailandese. Tutte queste attività vengono definite arti marziali interiori e sono molto efficaci per il benessere fisico e spirituale di una persona.

Ricordiamoci che il nemico più grande siamo sempre noi stessi.

IPA Revue: ed infine la realizzazione di un sogno, un proprio stile d’insegnamento.

Già nel 1982 con altri amici appassionati avevo aperto la mia prima palestra a Bedano. Quindi nel 1986, con gli amici Gianni Groppelli e Mario Fistarol, è nata l’Associazione svizzera Choi Lei Fat Kung Fu.

Dopo averne accarezzato l’idea per diverso tempo, nel 1988 mi sono sentito pronto ed ho fondato la Wushu Kung Fu Institute Jimmy Caminada (WKISC), ove le arti marziali vengono insegnate secondo un mio stile personale. Wushu e Kung Fu vogliono dire la stessa cosa, solo che la prima parola è in cinese mandarino e la seconda in cantonese.

Nel 1992 ho aperto la prima scuola di Thai Boxe in Ticino, in collaborazione con il maestro Thanasit Khamuath di Zurigo, associata alla scuola del Maestro Yodtong Senanan, ed unitamente ad altri amici appassionato ho cofondato la Sityodtong Boxing Camp, Switzerland Branch di cui sono attualmente il presidente.

La nostra scuola di Thai è riconosciuta a livello mondiale, il che significa che viene frequentata anche da diversi campioni del mondo che vi tengono degli stage d’allenamento. Qui hanno mosso i primi passi atleti come Sabina Ritter, Francesco Bizzini, Nicola Ranieri, campioni svizzeri di Thai Boxing e Kung Fu e che ora sono diventati essi stessi istruttori o come Ramiro Gianinazzi, vice campione del mondo di Kung Fu e combattimento cinese, che ha iniziato a frequentare la scuola all’età di 8 anni e che da 4 si trova a Shanghai presso la Chinese University ove studia scrittura cinese e arti marziali.

Al presente insegno Kung Fu e tecniche d’autodifesa derivate dai monaci cinesi Shaolin a Mezzovico, mentre a Paradiso la Thai Boxe e il combattimento cinese, inoltre preparo agonisticamente altre scuole come la Dragon’s Club di Bedano. Infine quando mi chiamano, tengo sempre con piacere corsi d’istruzione alle polizie svizzere e ticinesi.

 

IPA Revue: ci dicevi d’essere, come i tuoi figli, buddista. Ma in Svizzera vi sono tempi buddisti?

Si, a Gretzenbach nel canton Argovia. E’ stato costruito grazie a denaro raccolto in Svizzera dalle famiglie tailandesi. L’accesso è libero anche ai non buddisti e vi ci si può pure soggiornare. Mio figlio Ben vi ha trascorso 6 settimane lo scorso anno durante le vacanze scolastiche. Qui vengono studiate la filosofia e la cultura della religione buddista, oltre allo studio della lingua inglese e tailandese.

In effetti, troppo sovente la cultura orientale viene legata unicamente alla lotta, mentre invece le arti marziali sono solo una sua parte, non di certo la più importante e con la costruzione di questo edificio si intende soprattutto approfondire lo studio e la conoscenza degli aspetti fisici e mentali della cultura e civiltà buddista.

 

 

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Nel 1998 Jimmy Caminada, suo figlio Ken e l’amico Francesco Bizzini, in occasione della presentazione del film Mulan in Piazza Grande a Locarno, sono stati invitati dalla Walt Disney a tenere una dimostrazione di Kung Fu e di Thai boxe sul palco per l’apertura del Festival del Film.